Acciaio inossidabile, cos’è e come è fatto?

L’acciaio inossidabile, comunemente denominato anche acciaio inox, è per sua natura una lega molto resistente alla corrosione. La suddetta lega presenta infatti sulla sua superficie, grazie alle sostanze che vengono aggiunti come il cromo, che ricoprendosi di uno strato di ossidi proteggono l’acciaio dall’attacco degli agenti atmosferici senza arrugginire.

Da ciò, quindi, si desume come l’acciaio inossidabile mantenga sempre la sua forma e la sua brillantezza nel tempo, senza aver mai bisogno di eccessive e particolari cure o attenzioni.

Le varie caratteristiche dell’acciaio inox o inossidabile

Secondo questa peculiare caratteristica, si etichettano tutte quelle leghe ferrose le quali contengono al loro interno una percentuale di cromo che generalmente varia dall’11 al 30%. Altri legati possono essere il rame, il nichel, il titanio, il molibdeno ed il niobio. Per essere qualificata come acciaio, una lega non deve essere costituita per più del 50% dei suddetti elementi legati, i quali a seconda della quantità percentuale in cui sono presenti, conferiscono diverse caratteristiche al suddetto prodotto:

1) A livello strutturale;
2) A livello meccanico;
3) A livello di resistenza alla corrosione;

Acciaio e leghe dell’acciaio, le differenze e la composizione chimica.

Se la combinazione di legati eccede come quantità il 50% di composizione della lega, non si parlerà più di acciaio, bensì di leghe austenitiche.

A seconda della combinazione delle leghe, le caratteristiche dell’acciaio si possono considerare attraverso il raggruppamento in macro aree:
1) Martensitici: leghe che contengono una percentuale di cromo, che varia in un range dall’11 al 18%, ed una significativa quantità di carbonio;
2) Ferritici: leghe di acciaio inossidabile costituiti dalla sola presenza di cromo in un percentuale che va dal 12 al 17%;
3) Austenitici: costituiti dalla combinazione di cromo, dal 17 al 19%, nichel, dall’8 al 14% ed una piccolissima ed eventuale quantità di molibdeno, che vari tra il 2 ed il 3%
4) Austeno-ferritici: detti comunemente “duplex” scaturiscono dalla combinazione di cromo, dal 18 al 26%, nichel, dal 4,5 al 6,5% e da una piccolissima quantità di molibdeno, 2,5-3%.

Come si evince da quanto suddetto, risulta lampante come la diversa percentuale di leganti possa completamente stravolgere le caratteristiche e la funzione della lega risultante dall’operazione di fusione quindi di creazione del prodotto finito.

Gli acciai e la loro denominazione

I vari tipi di acciaio inox vengono comunemente definiti dalla nomenclatura AISI (che sta per American Iron and Steel Institute). La denominazione AISI determina è qualifica l’acciaio inox attraverso una sigla a tre cifre (a volte viene accompagnata da una lettera che indica un altro elemento chimico aggiunto).

AISI 304 ED AISI 316, CARATTERISTICHE E DIFFERENZE.

Le sigle AISI 304 e AISI 316 rappresentano un acciaio inox austenitico di alta qualità.

Le due leghe contengono vari elementi, ovvero, il Cromo (18%) e il Nichel (8%). Infatti la lega AISI 304 è anche definita dalla sigla 18/8 proprio in base alla quantità di Cromo e Nichel da cui è formata. L’AISI 304 è l’acciaio generalmente più utilizzato nella produzione di posate, cappe, cucine, lavelli etc., tutti quegli utensili e quei prodotti utilizzati in ambienti interni, non esposti quindi agli agenti atmosferici e di conseguenza a condizioni meno estreme.

L’acciaio inossidabile per gli esterni

Per altri i tipi di utilizzo e per l’ambiente esterno è invece più indicato l’impiego dell’acciaio AISI 316, chiamato anche acciaio18/8/3, il quale, facendo sempre fede al principio di denominazione in base agli elementi che lo compongono, contiene, oltre che una percentuale di cromo e nichel significativa, una percentuale del circa 3 % di molibdeno che assicura una miglior resistenza alla corrosione degli agenti atmosferici, dei cloruri e dell’inquinamento.

Il molibdeno, le sue caratteristiche

Il molibdeno, chimicamente appartiene alla stessa famiglia del cromo. La sua aggiunta alla lega di acciaio può essere effettuata in qualunque momento della lavorazione del prodotto. Aggiungendo il 3% del totale di molibdeno ad una lega di acciaio AISI304, lo si può trasformare in acciaio AISI316, ottenendo quindi un prodotto più resistente.

Il molibdeno infatti, presente per almeno il 3%, conferisce alla lega in cui è presente:

• Un ottimo effetto indurente;
• Aumenta la stabilità della martensite a temperature elevate;
• Aumenta il limite di fatica e di scorrimento a caldo;
• Diminuisce effetto di surriscaldamento;
• Elimina la fragilità al rinvenimento.

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